• Daniela De Girolamo

Dal Seme al Bocciolo, invito alla Natura


Questa volta voglio parlarvi, di me. Voglio raccontarvi l’esperienza di cosa può succedere quando si pratica per tanti anni, o almeno di quello che mi è successo.

Voglio raccontarvi di come dal seme si possa poi osservare un bocciolo e di come questo si possa trasformare in fiore.

Sono molte le Vie che portano alla conoscenza di se stessi, ed anche se le strade sono diverse l’Uomo è uguale in ogni luogo. Ho capito in questi anni che non c’è nulla da aggiungere alle nostre capacità innate. Quando nasciamo sappiamo già tutto, si capisce quando guardi un bambino piccolo, che ti guarda e ti sorride tendendoti le braccia, si capisce da come respira e dall’impegno che mette le prime volte che si alza in piedi.

Da grandi invece, o almeno questo è quello che è successo a me, mettendomi a praticare Taiji Quan prima ed il Qi Gong dopo, ho capito una cosa importantissima: non solo avevo già tutto, ma il vero problema era che io avevo troppo. Perché crescendo non facciamo altro che aggiungere, aggiungere bisogni, atteggiamenti, contratture e convinzioni che semplicemente sono in più. Quindi si cerca di pulire i pensieri ed insieme ad essi si puliscono i gesti.

Uno scambio continuo tra il dentro ed il fuori, tra il corpo e lo spirito, così che rettificando uno, l’altro si adegui. Cosi come cambia il respiro, cambia la postura e cambia la luce dei nostri occhi, come se lo sguardo si accendesse e rendesse la “visione” più chiara.

Chiaro è ormai per me che ci sono sentieri che mi si pongono davanti e che devo percorre necessariamente, perché sono li ad invitarmi come la migliore delle occasioni.

Sento che ha poco senso parlare delle stagioni, del vento, del respiro, se prima non si conosce la brezza che muove i capelli, il sole caldo che ti avvolge, i piedi sulla terra. E non per modo di dire, perché mettere i piedi sul parquet o sul cemento o sull’asfalto non è uguale a mettere i piedi sulla terra. Che se devi sentirti un ponte tra il Cielo e La Terra, l’immensità del cielo e la sua potenza tu la devi sentire, come devi sentire davvero le radici che fuoriescono dalla pianta dei piedi e si infilano nella terra dalla quale tu ti nutri. Perché se queste cose tu non le vivi e ne fai esperienza la tua intenzione potrebbe essere meno efficace.

Si dice che gli antichi osservassero gli animali e coltivassero i campi, e nello svolgere queste attività imparassero imitando le movenze degli orsi e dei cervi, capissero l’importanza del preparare il campo e dell’ararlo, perché vivere in armonia con la natura significava avere un buon raccolto, una buona salute ed una discendenza assicurata.

Ma oggi? Oggi è tutto troppo lontano, si ha una visione della natura molto vaga e spesso fantasiosa. La Natura è si benevola, ma anche selvaggia e le sue leggi sono severe. Da una parte regala respiri e frutti saporiti ma dall’altra nasconde delle insidie. Come fai a sentirti una Gru, se non ne hai mai vista una volare, come fai a sentirti radicato come un albero se non hai mai provato la sua forza. Bisogna imparare di nuovo dalla natura, tornando alle origini, tornando ad osservare lo scorrere dell’acqua, il rumore tra le foglie. E' necessario guardare gli uccelli volare per sentirsi una gru che spiega le ali, bisogna andare a vedere uno stagno, per trovare una canna al vento e capirne la flessibilità.

Vi invito ad osservare l’alba oppure il tramonto per sentire cosa significa quando l’energia si trasforma, come in poco tempo il colore, la luce e il calore possano cambiare. Per capire che anche noi possiamo cambiare allo stesso modo.

Vedete, è necessario tornare in dietro, è necessario togliere a ciò che abbiamo per riscoprire chi siamo davvero e vivere un presente consapevole. Questa non è magia, non è illuminazione, questa è semplicemente Natura!

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