• Daniela De Girolamo

La pratica del Qi Gong, con o senza scarpe?


Torniamo ancora una volta a parlare dei nostri piedi, la superficie del nostro corpo che ci unisce in una continua comunicazione con la Terra e con la sua Energia.

È proprio grazie ai piedi, alla loro aderenza con la terra che possiamo assumere la posizione eretta. Quando siamo in piedi le nostre due estremità sono in una posizione ottimale per assorbire il nutrimento dal Cielo e dalla Terra. Lo yin e lo yang sono sempre collegati, uno non può esistere senza l’altro, ma questa volta ci soffermeremo sulla nostra parte più yin la pianta del piede.

La mia pratica personale è stata condotta per molti anni con le apposite scarpe per il taiji con la suola di gomma. Le scarpe sostengono il piede, lo contengono e lo proteggono.

Sotto la pianta in un avvallamento dell’avampiede c’è un punto molto importante il punto di Rene 1 Yong quan la “fonte zampillante”. L’energia di questo punto sul canale yin di rene scorre dal basso verso l’alto come una sorgente zampillante, il suo elemento è l’Acqua. Le indicazioni benefiche di questo punto sono moltissime, si dovrebbe per questo motivo massaggiarlo spesso; può essere massaggiato per il dolore nella zona lombare, in caso di ipertensione, mal di testa, mal di gola, infertilità e per molti altri disturbi. La cultura cinese ci dice che il piede non deve prendere freddo, in quanto è collegato all’energia del Rene.

Quindi possiamo dire che delle scarpe morbide contengono e proteggono il piede dal freddo e dalle irregolarità del terreno.

Soltanto in un secondo momento ho scoperto la pratica a piedi nudi. Un piede improvvisamente senza scarpe si sente nudo. Camminare scalzi cambia la percezione del nostro equilibrio, attiva una serie di sensazioni e muscoli che possono essere attivati soltanto in questo modo. Fare esercizio a piedi scalzi ha un effetto calmante e vivificante, stimola continuamente tutti i punti riflessi, ci predispone al sentire, al contatto ed alla presenza nel qui ed ora.

Dobbiamo anche osservare che i nostri piedi che vivono maggiormente nelle scarpe, essendo protetti dai ciottoli e dalle imperfezioni del terreno si mantengono morbidi. Un piede abituato a camminare scalzo, è un piede più robusto, con una pelle più spessa che di conseguenza è meno sensibile al dolore.

In questo punto della mia pratica personale scelgo di volta in volta se indossare le scarpe oppure no a seconda del tipo di tecnica, ma ogni volta che posso come in spiaggia o sul prato mi piace stare a piedi scalzi, in sala con il parquet infilo due paia di calzini spessi e rimango in ascolto di come l’energia possa far sviluppare delle profonde radici che mi danno stabilità e forza.

“Il piede umano è un opera d’arte ed un capolavoro di ingegneria”

Michelangelo Buonarroti

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