• Daniela De Girolamo

Cosa abbiamo imparato della prevenzione nell’ultimo anno? Taiji e Qi Gong in periodo di Covid19


Nell’ultimo anno di vita abbiamo visto stravolgersi le nostre abitudini su tutti i piani, primo fra tutti quello relazionale e conviviale. L’attività motoria è stata penalizzata enormemente ma qualcosa di buono lo abbiamo imparato.


La campagna mediatica di terrore che è stata fatta in questi mesi, ha fatto si che ci rinchiudessimo in casa, passando dallo smart working, al divano in un attimo. Tutto va bene per proteggere la salute, ma la prima lezione che arriva dalla medicina cinese è che la salute deve essere coltivata, preservata.


Nel “Huangdi neijing” il libro interno dell’imperatore giallo pietra miliare della medicina classica cinese è scritto: “Attendere che il male si sia insediato per rimediarvi, che il disordine si sia insediato per occuparsene, è come attendere di avere sete per scavare un pozzo, attendere la battaglia per forgiare le armi.


Come possiamo comprendere da quello che viene scritto è che il primo intervento necessario al mantenimento del nostro benessere è la prevenzione, in modo di non farci cogliere impreparati all’occorrenza. Ma come si può costruire la salute?


La salute si costruisce e si mantiene attraverso la prevenzione continua, purtroppo di prevenzione e buone abitudini se ne parla sempre molto poco, soprattutto in un periodo dove ci sarebbe una grandissima necessità di divulgare dei semplici ma fondamentali precetti, anche se per il moderno stile di vita possono risultare difficili da seguire soprattutto all’inizio.


Puoi chiederti:

Sto dormendo bene, mi sveglio riposato/a?

Sto mangiando bene, il cibo che mangio è nutriente?

Sto respirando bene? e l’aria che respiro è buona?

Mantengo il mio corpo morbido e flessibile?

La mia mente è quieta?

Mi espongo quotidianamente alla luce del sole?

Le relazioni che ho instaurato sono nutrienti per me?


Queste domande possono essere un buon punto di partenza per riflettere sulle nostre modalità di vita, forse nelle nostre abitudini quotidiane qualcosa potrebbe essere modificato positivamente per farci stare meglio.


La medicina cinese ci offre delle possibilità pratiche e rispettose per mantenere i nostri ritmi vicini il più possibile a quelli naturali al fine di mantenere il normo stato. Un operatore di medicina cinese potrebbe accompagnarvi in percorso personalizzato attraverso la pratica del Qi Gong, dell’alimentazione energetica, con il tuina oppure con agopuntura e fitoterapia nel caso vi rivolgiate ad un medico.


Partire dal normo stato ci permette un più facile adattamento.


Quest’anno io per prima ho sperimentato delle modalità che non ritenevo possibile applicare in inverno, la pratica del Taiji Quan e del Qi gong all’aperto. Il primo giorno invernale, ho sentito freddo, ho capito però come vestirmi per le lezioni successive, ho comperato un paio di scarpe da ginnastica impermeabili e con la suola più isolante per non permettere al freddo di entrare dai piedi, e non mi sono più fatta trovare impreparata utilizzando un bel cappello di lana. Ho praticato con 4° senza neanche prendere un raffreddore!


In Cina da sempre ci si allena nei parchi pubblici in ogni periodo dell’anno, di mattina molto presto prima di iniziare le attività della giornata, nel nostro territorio purtroppo scarseggiano parchi pubblici attrezzati per l’attività motoria. Praticando all’aria aperta anche in inverno non solo nella bella stagione, il mio corpo si è temprato, la mia energia difensiva si è fortificata, ho avuto l’occasione per espormi alla luce solare anche in inverno. Attraverso il Qi Gong ho fatto un lavoro costante e mirato per il rafforzamento della Wei Qi (energia difensiva), questo come effetto secondario mi ha aiutato tantissimo in primavera con le allergie. Tutto il gruppo ha potuto sperimentare un miglioramento generale del proprio benessere. Il rapporto con la natura si è fatto più vicino, vivo, armonico, rispettoso dei tempi e dei modi.


La legge fondamentale del Taoismo è che tutto cambia, ogni cosa è destinata immutabilmente al cambiamento, e ciò che non si trasforma muore. Questa esperienza di limitazione sociale ha offerto una formidabile opportunità alla nostra trasformazione, è la nostra capacità di azione o di non azione nella vita che può fare la differenza.


E Tu, senti la necessita di cambiare e prenderti cura di te?

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