• Daniela De Girolamo

Sulle Orme dei Maestri - Intervista alla Maestra di Qi Gong Maria Vaglio


Con grande gioia vi presento l’intervista di Maria Vaglio una delle mie due Maestre. Di Maria apprezzo molto la sua onestà ed il suo grande cuore, virtù oggi assai rare e preziose. Spero che la sua esperienza e la sua competenza possa essere utile anche a voi.


1) Il Qi Gong è una disciplina ancora poco conosciuta, come ne sei venuta in contatto?


Sì, il Qigong qui in Occidente è meno diffuso rispetto ad altre discipline orientali, tuttavia in questi ultimi anni vi è stato un incremento di interesse addirittura esponenziale e molte più persone rispetto al passato iniziano a studiarlo e a praticarlo poiché ne sperimentano i benefici, forse anche grazie all’impegno costante di tanti insegnanti che con amore cercano di diffonderlo il più possibile.

Personalmente ne venni a conoscenza nel 1991. In seguito a dei disturbi alle ginocchia piuttosto fastidiosi che avevo tentato di risolvere per lungo tempo con fisioterapia e ginnastica di potenziamento muscolare dietro indicazioni di specialisti, senza però averne buon esito, decisi di interrompere tutti i trattamenti portati avanti fino a quel momento, e di continuare esclusivamente con della ginnastica dolce. Quindi parlando con dei conoscenti, mi fu indicato un insegnante cinese che per alcuni mesi all’anno insegnava qui in Italia il Qigong. All’epoca non sapevo nemmeno di cosa si trattasse, però sentivo di voler provare, così iniziò la mia avventura meravigliosa conoscendo il Maestro Wang Ting Jun che con passione trasmetteva la cosiddetta Arte di lunga Vita. L’impegno fu importante, poiché richiedeva tre lezioni a settimana di un’ora e mezza però, malgrado stessi ancora studiando per laurearmi e quindi fossi piuttosto occupata, intrapresi questo percorso con gioia e interesse. Con stupore vedevo che a poco a poco i miei disturbi andavano migliorando e, aspetto ancora più gradito, mi trovavo ad avere una calma interiore che fino ad allora era stata poco vicina alle mie caratteristiche personali.

Da quel momento il Qigong entrò a far parte della mia vita diventando un modo di vivere, un sostegno quotidiano a livello fisico ed emozionale e un importante strumento di crescita interiore che tuttora mi accompagna.



2) Che cos’è il Qi?


Il Qi è una vibrazione sottile che permea e anima ogni cosa… è necessario farne esperienza, poiché ogni descrizione, per quanto accurata, sarà sempre poca cosa rispetto a quello che si avverte quando si lascia andare la mente razionale per lasciare spazio all’essenza. A tal proposito il Qigong risulta essere una via meravigliosa per accrescere la consapevolezza del Qi e sentirne il fluire nel corpo.

Potrebbe essere raccontato come quel lieve vibrare interno che si percepisce quando è primavera e si avverte il risveglio di tutta la natura, o quando si prova un’emozione intensa, o anche quando si guarda negli occhi un bimbo o si contempla il cielo… Il Qi è respiro. È coscienza. È forza. È spirito. È la vita stessa che fluisce e si manifesta in ogni essere vivente. È energia diffusa o condensata. Si esprime nel corpo e nelle sensazioni, e in tutto ciò che ha a che fare con le forme di vita di ogni genere. È vitalità. È natura. È amore.

Inoltre alcuni studi scientifici, quali la relatività di Einstein e la meccanica quantistica, si avvicinano ai principi delle antiche filosofie orientali, mostrando una bella convergenza nella ricerca delle verità essenziali. Mi riferisco ad esempio alle cosiddette interazioni fondamentali, quelle forze che permettono agli elettroni dell’atomo di orbitare attorno al nucleo e di tenere assieme i protoni al suo interno, e le più note forze elettromagnetica e gravitazionale, o anche la cosiddetta energia oscura degli spazi siderali, ovvero quella forza invisibile alla strumentazione tecnica che crea però effetti misurabili. In questo campo sembra che tutto riconduca al concetto di Qi, presente nelle forme materiali, compresi i minerali e gli oggetti inanimati, e in tutta la realtà manifesta, essa stessa espressione concentrata di questa energia onnipervasiva che circola ovunque e mette tutto in relazione.

Nel libro Il Tao della Fisica lo scienziato Fritijof Capra ci parla del campo, concetto noto anche nel Qigong, nel quale l’energia, rallentando le proprie vibrazioni, prende forma e, come in una danza, si manifesta a volte come particella di materia, a volte come onda elettromagnetica. Così ci racconta anche la filosofia cosmologica taoista: nel Tao coesistono Yin e Yang, due aspetti della medesima realtà, l’uno più denso e l’altro più sottile, che si trasformano continuamente l’uno nell’altro, in perenne alternarsi e rincorrersi, presenti in ogni aspetto dell’esistente, e comprendono in sé, senza giudizio, ciò che potrebbe impropriamente essere considerato “bene” o “male”. Così le forze della natura appaiono magnifiche e terribili allo stesso tempo, ma di fatto seguono semplicemente le leggi universali.

Nel caso in cui il Qi fluisca in modo disarmonico o ci siano impedimenti o blocchi al suo naturale e fluido esprimersi, allora apparirà come qualcosa di “negativo”, ma sarà semplicemente la manifestazione di un eccesso o di una mancanza energetica, nel corpo e in ogni espressione della natura.

A tal proposito, per una migliore salute si lavora con il Qigong per favorire il fluire del Qi nel corpo, mentre con il Feng Shui lo stesso lavoro è condotto per agevolarne i flussi all’interno della casa e del territorio.



3) Quale è stato il tuo primo Maestro/a, che cosa hai studiato con lui e quale è stato il suo insegnamento più grande?


Come ho già detto, il mio primo Maestro è stato il meraviglioso Wang Ting Jun nel 1991. All’epoca portava in Italia la tecnica Xing Shen Zhuang, conosciuta anche come Metodo per l’Integrazione di Mente e Corpo del più vasto sistema conosciuto come Zhineng Qigong.

L’insegnamento più grande del Maestro è stato per me quello di indurmi alla consapevolezza del corpo e di conseguenza di me stessa in generale, inducendomi in continuazione a riportare la mente al presente. Ancora risuonano in me le sue parole che con dolcezza accompagnavano l’attenzione ai movimenti e al respiro.

In effetti il pensiero quasi sempre cattura la mente e il corpo stesso, e li porta in spazi temporali diversi da quello in cui si vive. Superare questa dinamica mentale è la grande prova dell’essere umano e l’obbiettivo di tutte le discipline orientali e meditative, e il Maestro Wang con i suoi insegnamenti ha dato un grande contributo a tutti noi a tal proposito.


4) Per praticare il Qi Gong è necessaria la guida di un insegnate oppure si può essere autodidatti leggendo libri e seguendo video su Youtube?


Il Qigong è un’Arte pregna di energia, il Qi. Chi ha studiato e continua a praticare Qigong con un maestro o con altri praticanti, sa bene che la trasmissione energetica che è possibile in presenza, è molto ridotta quando si apprende attraverso un libro o un video. Inoltre è necessario che l’insegnante veda e senta l’allievo in tutta la sua complessità ed essenza, per avere modo di correggerlo e guidarlo in una pratica che abbia la giusta qualità e specificità, che sarà differente per ogni allievo. La comunicazione tra esseri viventi avviene attraverso tutti i sensi oltre che per mezzo della parola. La possibilità di apprendere soltanto la tecnica invece dell’Arte, con la mente continuamente in agguato, come sempre accade quando si acquisiscono nozioni prive del calore e della forza che caratterizzano la presenza, è un rischio molto grande per i praticanti inesperti.

Pertanto la guida di un insegnante, almeno inizialmente, è indispensabile per poter acquisire i fondamenti tecnici ed energetici di questa bellissima disciplina.




5) Ci sono dei pericoli nello studiare/praticare senza la guida di un insegnante, se si quali?


Il Qigong si fonda su dei principi indispensabili per una buona pratica, quali la corretta respirazione, la giusta postura, la consapevolezza, una sana intenzione… La guida di un insegnante garantisce all’allievo una verifica sul rispetto di questi principi, senza i quali, reiterando nel tempo una pratica poco corretta, potrebbero insorgere delle disarmonie. Ovviamente, nella pratica personale il praticante potrà riportare alla mente i diversi insegnamenti già ricevuti ed ottenere degli ottimi risultati. Anzi, a tal proposito, invito sempre i miei allievi ad eseguire quotidianamente gli esercizi a casa, dal momento che la pratica dà buoni risultati se il lavoro è portato avanti con impegno e costanza.

Alcune tecniche però, lavorando in modo specifico sui diversi aspetti energetici, potrebbero risultare inappropriate, poiché ognuno di noi manifesta una costituzione prevalente e a volte delle disarmonie particolari. In tal caso sono importanti le indicazioni di un insegnante che con la sua esperienza sappia individuare le criticità e consigliare la tecnica più adatta in quel momento.



Continua nel prossimo articolo...!

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E' Presidente dell' A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro "Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan".

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