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Daniela De Girolamo

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Le indicazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente.

Brevi cenni sulla Storia del Qi Gong

I cinesi sono sempre stati attenti all’equilibrio energetico come mezzo per mantenere la buona salute fisica, mentale e spirituale. Il mantenimento di tale livello energetico veniva coltivato attraverso danze rituali che avevano la capacità di rinvigorire il corpo e la mente. Il capitolo degli Annali delle Primavere e degli Autunni (722 a.C.-481 a.C.) sulla musica antica cita quanto segue:

“Sin dall’origine delle prime famiglie Tao e Tang, lo yin tende a ristagnare e infine ad incubarsi ed accumularsi nelle profondità del corpo, i passaggi dell’acqua sono così bloccati e l’acqua non fluisce più nei suoi percorsi originali; il Qi cova e ristagna all’interno del corpo, i muscoli e le ossa si rimpiccioliscono e si accorciano e non possono allungarsi appropriatamente, per ciò la musica è stata creata proprio per rimuovere la stagnazione e l’ostruzione”.

Col passare del tempo dalle danze rituali si svilupparono dei metodi di esecuzione molto più precisi che prevedevano il controllo del corpo e del respiro, o l’emissione di suoni particolari che si mostravano in grado di regolare l’essere umano nella sua interezza, apportando benessere psicofisico.

Le origini del Qi Gong

Le origini del Qi Gong si perdono in tempi lontanissimi, in un tempo puro ed incontaminato dove l’uomo e la natura erano un tutt’uno, erano microcosmo e macrocosmo insieme. Le origini del Qi gong si perdono nelle danze sacre e nello sciamanesimo, nella divinazione e nell’intuizione. Poi con il passare del tempo l’essere umano iniziò una vera e propria catalogazione, ricerca e sperimentazione. Questo è il percorso che ha portato il Qi Gong fino ai nostri giorni.

Periodo precedente la dinastia Han (prima del 206 a.C.)

L’I Ching libro cardine della cultura cinese, fu il primo testo a fare riferimento al “Qi” introducendo le tre potenze naturali: Il Cielo “Tian”, La Terra “Di”, l’uomo “Ren” che comunemente sono denominate “San Cai” le Tre Energie.

Lo studio dei rapporti tra queste tre energie segnò l’inizio dello sviluppo del Qi-Gong.

Tra il 1776 e il 1154 a.C. la capitale cinese si trovava nella provincia dell’ Henan dove oggi si trova la città di An Yang. Uno scavo archeologico compiuto in un cimitero chiamato Yin Xu, risalente al periodo Shang, portò alla luce oltre 1600 ossa animali e frammenti di gusci di tartaruga che recavano incisi vari tipi di caratteri. Questa forma di scrittura su ossa oracolari riportava maggiormente notizie di carattere religioso; nello stesso luogo vennero trovate anche delle speciali punte di pietra chiamate Buan Shi che venivano utilizzate per regolare il flusso energetico umano, come oggi si adoperano gli aghi per l’agopuntura. Di tale pratica ne troviamo riferimento anche nel “Testo Classico di Medicina Interna dell’imperatore Giallo- Huang Ti Nei Ching Su Wen”.

Durante la dinastia Zhou (1122-943 a.C.) nel Tao te Ching, Lao Zi menziona alcune tecniche respiratorie spiegando che il miglior modo per avere buona salute consiste nel “Portare attenzione sul Qi e acquisire fluidità”. In verità ritroviamo in molti scritti di questo periodo pratiche che utilizzano la respirazione e l’intenzione per sanare il corpo e la mente, questi libri sono stati scritti da Studiosi e Medici.

Dalla Dinastia Han all’inizio della dinastia Liang (206 a.C.-502 d.C.)

La dinastia degli Han assicurò un periodo di pace ed armonia, grazie alla saggezza degli imperatori.

Nel 58 d.C. il Buddhismo arrivò in Cina dall’india, l’imperatore Han era buddhista e per tale motivo questa filosofia si diffuse rapidamente in tutta la Cina. Moltissime furono le tecniche di meditazione Bhuddista e di qi gong indiano che vennero assimilate dalla cultura cinese. I templi buddhisti tenevano segrete le pratiche che venivano utilizzate dai monaci per conseguire la buddhità. Fortunatamente queste pratiche vennero raccolte in preziosi manoscritti, che negli ultimi anni si sono resi noti anche ai laici.

Zhang Daoling unì i principi del Taoismo con quelli del Buddhismo e creò una religione chiamata “dao Jiao”.

In Tibet invece si era sviluppato un diverso modo di praticate il Buddhismo, ma queste tecniche si fusero con quelle Cinesi in un tempo successivo.

Mentre il qi Gong medico si occupava della cura del corpo, il Qi Gong spirituale si dimostrò molto più attento alla coltivazione degli strati profondi dell’essere umano, regolando il corpo, la mente e lo spirito con il fine di sottrarsi al ciclo di reincarnazione.

Questo fu un periodo fecondo per il Qi Gong cinese, i medici tradizionali continuavano le loro ricerche, ed attraverso l’agopuntura riuscivano anche ad anestetizzare i pazienti per le operazioni chirurgiche. Il taoista Jun Qian osservando gli animali creò gli esercizi chiamati “Wu Qin Xi – Esercizi dei Cinque Animali” che insegnava alle persone come aumentare la quantità di Energia nel corpo imitando appunto le movenze degli animali, cogliendone lo spirito. Tra il 420 e il 581 d.C. Tao HongJin scrisse lo Yang Shen Ming Lu (movimenti sul nutrimento del corpo e sul prolungamento della vita) contenente molte tecniche di Qi Gong.

Dalla dinastia Liang alla fine della dinastia Qing (502-1911 d.C.)

Durante la dinastia Liang (502-557 d.C.) venne invitato un monaco indiano buddhista dall’imperatore, per predicare il Buddismo in Cina. La dottrina del monaco invece non trovò gli assenzi auspicati da parte dell’imperatore, e per tale motivo Da Mo (in sanscrito Bhodi-Darma) si ritirò nel tempio di Shaolin. Il monaco trovò i sacerdoti in cattive condizioni fisiche, sembravano tutti molto deboli, così si ritirò in meditazione e vi rimase per nove anni. Quando tornò al mondo, scrisse due classici “lo Yi Jin jing – Classico della Mutazione dei Muscoli e Tendini” e “lo Xi Sui Jing – Classico del Lavaggio del Midollo”. Il primo insegnava ai monaci come riacquistare la forza e la salute, il secondo come utilizzare il Qi per purificare il midollo osseo, il sistema immunitario e circolatorio. Dopo un periodo di pratica i monaci si accorsero che la loro salute era migliorata ed il loro corpo rinvigorito ed anche il loro kung fu aveva acquistato potenza. 

Durante le dinastie Sui e Tang (581-907 d.C.) Chao Yunfang compilò l’opera zhu Bing yuan Lun (Tesi sulle origini e sui sintomi di varie patologie) un enciclopedia dei metodi Qi Gong con 206 tecniche per aumentare il Qi. Il Qian jin fang (prescrizioni del valore di mille pezzi d’oro) attribuito a Sun Simiao, descrive l’utilizzo dei Suoni Terapeutici (metodo già utilizzato da taoisti e buddisti)e metodiche per guidare il Qi.

Durante le dinastie Song, Jin e Yuan (960-1368 d.C) venne scritto lo Yang Shen Jue – Segreti per il nutrimento della vita, attribuito a Zhang Andao dove si descrivono molteplici pratiche di Qi Gong. Il Ru Men Shi Shi (il punto di vista confuciano) di Zhang Zihe, descrive come sia possibile con il Qi Gong curare le ferite esterne e le distorsioni. Questi sono alcuni dei testi di un periodo fiorente.

“Si crede che durante la dinastia Song (960-1279 d.C.) Zhang San Feng abbia creato il Taiji Quan, un arte marziale molto particolare in quanto utilizza le pratiche Nei Dan (lavoro interno) di Qi gong per sviluppare la forza.”

Nel 1026 d.C. il Dottor Wang Weiyi costruì l’uomo di ottone dell’agopuntura, e scrisse anche un trattato Tong Ren Yu Xue Zhen Jiu Tu (Spiegazioni sull’uomo d’ottone per l’agopuntura e la moxibustione) che lo accompagnava, dove spiega il rapporto tra organi e meridiani, portando chiarezza su molti argomenti e soprattutto organizza in modo puntuale i principi dell’agopuntura.

Durante la dinastia dei Song meridionali (1127-1297 d.C.) al maresciallo Yue Fei si attribuisce la creazione degli esercizi di qi Gong Gli otto pezzi di broccato- Ba Duan Jin che inventò per migliorare la salute dei soldati.

Da allora fino al termine della dinastia Qing (1911 d.C.) furono scritti molti libri e furono creati molti stili e molte tecniche di Qi Gong.

Durante la dinastia Qing, si diffusero le tecniche meditative e marziali tibetane.

Dalla fine della dinastia Qing ai giorni nostri

Con la caduta della dinastia Qing e la fondazione della Repubblica Cinese, la nazione subì importantissimi cambiamenti. Con la facilità di comunicazione portata dalla società occidentale, ciò che era stato custodito gelosamente nei monasteri, negli scritti e dai maestri, iniziò piano piano a varcarne i confini. Allo stesso tempo il Qi Gong ha allargato la visione del mondo occidentale, lasciando spazio alla sperimentazione con l’ausilio di nuove tecnologie a conferma e sviluppo di quanto gli antichi hanno ricercato, studiato e dimostrato empiricamente. Con la speranza che attraverso l’integrazione dei due mondi l’umanità possa evolversi verso orizzonti più ampi.